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Protocollo per il trattamento delle lesioni da decubito PDF Stampa
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PROTOCOLLO PER IL TRATTAMENTO DELLE LESIONI DA DECUBITO

OBIETTIVI:

A. Promuovere la riparazione tissutale
B. Prevenire danni maggiori ai tessuti rimuovendo/riducendo la pressione, la frizione le forze da taglio, e correggendo o contenendo l’incontinenza, migliorando lo stato nutrizionale, ed educando il paziente e/o altre persone a lui vicine
C. Seguire il programma di trattamento stabilito, focalizzato sulla valutazione del paziente e delle lesioni.
D. Valutare entro due settimane, se non ci sono miglioramenti, rivalutare i trattamenti.
E. Utilizzare il trattamento più adeguato per la lesione da trattare seguendo le indicazioni del protocollo in uso.

PERSONALE COINVOLTO: Infermiere – Asa/Oss – Care giver familiare

PROCEDURA:

VALUTAZIONE:
  1. Valutare l’ulcera da decubito utilizzando uno schema per la valutazione della ferita settimanalmente.
  2. Valutare lo stato nutrizionale.
  3. Valutare il dolore legato all’ulcera da decubito o al suo trattamento
  4. Valutare la capacità a star fuori dal letto.
  5. Valutare l’utilizzo di traverse o assorbenti monouso
  6. Valutare il bisogno di posizionare un catetere vescicale o un uroguaina
  7. Valutare i bisogni educazionali e l'abilità, al fine di organizzare il trattamento.
OBIETTIVI
  1. Ridurre o eliminare i fattori causali come: la pressione, le forze da taglio, la frizione, , la disidratazione, la malnutrizione, l’inosservanza delle cure igieniche, la compromissione circolatoria.
  2. Provvedere ad un supporto sistemico per la cicatrizzazione della ferita apportando un aiuto nutrizionale e fluido, e provvedere ad un controllo delle condizioni che influenzano la cicatrizzazione della ferita.
  3. Usare un’appropriata terapia topica al fine di:
    • Rimuovere tessuti necrotici
    • Identificare ed eliminare le infezioni
    • Delimitare le aree morte
    • Assorbire l’essudato in eccesso
    • Mantenere umida la superficie della ferita
    • Provvedere all’isolamento termico
    • Proteggere l’area di riepitelizzazzione
    • Far fronte al dolore e al disagio
  4. Provvedere all’educazione sanitaria del paziente e/o del Care Giver familiare
INTERVENTI
  1. Far fronte alle forze negative sui tessuti
    • Evitare di posizionare il paziente sulla piaga da decubito
    • NON USARE dispositivi tipo ciambella
    • Utilizzare modulistica per registrare i cambi postura
    • Quando si usa la posizione su un lato, si dovrebbe usare una posizione di rotazione di 30 gradi
    • Utilizzare mezzi come cuscini e schiume di Poliuretano per prevenire il contatto diretto tra le sporgenze ossee
    • Tenere la testa del letto inclinata meno di 30 gradi, ad eccezione del momento dei pasti
    • Usare un archetto alzacoperte
    • Incoraggiare il paziente a sollevare il proprio peso ogni 15 minuti quando si trova sulla sedia a rotelle.
    • Evitare di sedersi o ridurre al minimo il peso sull’ulcera da decubito
    • Sollevare dal letto i talloni con un cuscino posto longitudinalmente, sotto i polpacci, per sostenere le gambe.
    • Usare un cuscino sotto le ginocchia quando la testa del letto è alzata.
    • Limitare tutti i tempi di posizionamento del paziente a due ore.
    • Usare adeguate tecniche di posizionamento, trasferimento e cambio postura.
    • Esaminare la pelle almeno due volte al giorno.
    • Individualizzare un programma per il bagno. Evitare acqua troppo calda. Usare un detergente non aggressivo.
    • Usare creme o film di poliuretano per ridurre i rischi di danni da sfregamento.
    • Evitare massaggi sulle sporgenze ossee.
    • Ridurre al minimo i fattori ambientali, come la bassa umidità e l’aria fredda. Usare idratanti per le pelli secche.
    • Valutare e gestire l’incontinenza urinaria e/o fecale.
    • Usare barriere protettive per la pelle, se incontinenti.
    • Detergere la pelle al momento del bisogno e ad intervalli regolari.
    • Usare pannoloni o "anal plug" per feci frequenti.
  2. Gestire i carichi sul tessuto
    • Scegliere un appropriata superficie di supporto per pazienti che si trovano a letto e/o su una sedia.
    • Utilizzare ausili di posizionamento per sollevare una lesione dal piano di appoggio (no ciambella)
    • Utilizzare se possibile una superficie dinamica (come un letto a bassa dispersione d’aria o un letto ad aria fluidizzata) se, il paziente non può assumere posizioni per evitare di caricare il peso sull’ulcera da decubito, se l’idratazione della pelle è un problema, o se l’ulcera da decubito non mostra un evidente recupero.
    • Il letto ad aria fluidizzata è raccomandato per pazienti con ulcere multiple allo stadio 3 o 4 o per pazienti che non sono riusciti a sopportare un materasso a bassa dispersione d’aria.
    • Utilizzare un sistema di supporto statico nel caso in cui il paziente sia in grado di assumere posizioni diverse senza caricare il suo peso sulle lesioni
  3. Trattamento del dolore
    • Prevenire il dolore legato all’ulcera da decubito e/o al suo trattamento
    • Se la causa del dolore non può essere rimossa con misure infermieristiche contattare il Medico
  4. Pulizia della ferita
    • Pulire la ferita inizialmente e ad ogni cambio di medicazione usando un detergente con un normale contenuto salino o non-citotossico
    • Non pulire la ferita dell’ulcera con detergenti per la pelle o agenti antisettici
    • Utilizzare una sufficiente pressione per detergere la ferita, per non causare traumi utilizzare una siringa da 30ml con ago da 19G
  5. Debridement
    • Le ulcere del tallone con escara non necessitano di debridement a meno che ci sia un’edema, un’eritema, fluttuazione, o drenaggio.
    • Utilizzare un appropriato metodo di debridemnet basato sulle condizioni del paziente:
      1. autolitico – utilizzare medicazioni occlusive per coprire la ferita e consentire al tessuto devitalizzato l’autolisi prodotta dagli enzimi normalmente presenti nei fluidi della ferita. NON E’ UTILIZZABILE se è presente un’infezione.
      2. enzimatico – agenti topici di debridemnet vengono applicati al tessuto devitalizzato.
      3. Contattare il Medico per valutare un eventuale toilette chirurgica
    • Interrompere i metodi di debridemnet quando l’ulcera è pulita.
  6. Presidi
    • Utilizzare medicazioni appropriate a seconda della condizione e dello stadio della lesione

CLASSIFICAZIONE
Attraverso la classificazione delle lesione si introduce un linguaggio comune utilizzato per la loro valutazione.
Sistema di classificazione del National Pressure Ulcer Advisory Panel:
I° stadio
Eritema della cute intatta non reversibile alla digito-compresione; questo è un segno premonitore dell’ulcerazione della pelle.
II° stadio
Lesione a spessore parziale che coinvolge l’epidermide o il derma.
L’ulcera è superficiale e si presenta clinicamente come un abrasione, una vescica o una lieve cavità.
III° stadio
Lesione a tutto spessore che implica danno o necrosi del tessuto sotto cutaneo che si può estendere fino alla fascia sottostante, ma senza attraversarla. L’ulcera si presenta clinicamente come una profonda cavità che può sottominare o meno il tessuto adiacente.
IV° stadio
Lesione a tutto spessore con una distruzione estesa, necrosi tissutale o danni ai muscoli, alle ossa o alle strutture di supporto (es. tendini, capsula articolare ecc.).
Sistema di classificazione basato sul concetto del colore: Rosso:
indica la presenza di tessuto di granulazione, pulito e sano.
Quando una lesione inizia a cicatrizzare, si forma uno strato di tessuto di granulazione di colore rosa pallido che in seguito assume il colore del rosso carne.
Giallo:
indica la presenza di essudato o slough che vanno eliminati.
L’essudato può avere un colore giallo biancastro, giallo cremoso, verde giallastro o beige.
Nero:
indica la presenza di escara. Il tessuto necrotico rallenta la cicatrizzazione e fornisce le condizioni favorevoli alla proliferazione di microrganismi.

Materiale occorrente :
lesioni rosse:
  • alginati
  • assorbenti speciali
  • collagene
  • composti
  • garze umide
  • idrocolloidi
  • idrogel
  • medicazioni cavitarie
lesioni gialle:
  • alginati
  • garze umide
  • idrocolloidi
  • idrogel
  • medicazioni cavitarie
lesioni nere:
  • agenti favorenti lo sbrigliamento
  • garze umide
  • idrocolloidi
  • idrogel
  • medicazioni cavitarie

Materiale comune a tutti gli stadi
  • Acqua
  • Sapone
  • Telino per asciugare
  • Guanti monouso
  • Soluzione fisiologica sterile
  • Soluzione di Ringer Lattato
  • Siringhe 20/35ml
  • Aghi 19G
  • Cerotto di carta h. 2.5cm
  • Cerotto in Tnt
  • Garze sterili in Tnt 10x10cm
  • Forbice non sterile per carta
  • Pinze sterili
  • Contenitore per i rifiuti
Materiale occorrente per ogni singolo stadio
I° Stadio
  • Idrocolloidi
  • Lozioni e creme idratanti
  • Pellicole in poliuretano
II° Stadio con essudato lieve
  • Alginati
  • Compresse Alginato/Acido Ialuronico
  • Collagene
  • Garze grasse (Ac. Ialuronico , Petrolatum ,Triticum.)
  • Idrogel in compresse
  • Idrocolloidi
  • Schiume
II° Stadio con essudato moderato
  • Alginati
  • Compresse Alginato/Acido Ialuronico
  • Collagene
  • Garze grasse (Ac. Ialuronico , Petrolatum , Triticum.)
  • Idrogel in compresse
  • Schiume
III° Stadio con essudato da lieve a moderato; senza necrosi
  • Collagene
  • Garze grasse (Ac. Ialuronico , Petrolatum , Triticum.)
  • Idrocolloidi
  • Idrogel
  • Schiume
III° Stadio con essudato da moderato ad abbondante , presenza di necrosi ,tunnel,sottominate.
  • Idrogel
  • Alginati
  • Medicazioni cavitarie
  • Schiume
  • Garze grasse
  • Idrocolloidi
IV° Stadio con essudato da lieve a moderato
  • Collagene
  • Garze grasse (Ac. Ialuronico , Petrolatum , Triticum.)
  • Idrocolloidi (paste)
  • Idrogel
  • Schiume
IV° Stadio con essudato da moderato ad abbondante , presenza di necrosi,tunnel,sottominate.
  • Idrogel
  • Alginati
  • Medicazioni cavitarie
  • Schiume
  • Garze grasse
  • Idrocolloidi

Procedure

  • Informare il paziente sulle procedure
  • Lavarsi le mani e indossare i guanti monouso
  • Il paziente deve essere messo in posizione comoda in modo che l’area della ferita sia ben raggiungibile
  • Proteggere il letto mediante telini/traverse
  • Rimuovere delicatamente la medicazione
  • Valutare la medicazione rimossa e la lesione
  • Igienizzare con acqua e sapone la cute perilesionale ,asciugare delicatamente tamponando con telino adeguato; quindi procedere alla detersione della lesione
  • tramite soluzione fisiologica di NaCl 0,9% o soluzione di Ringer lattato a seconda della disponibilità.
  • Per applicare un’adeguata pressione di lavaggio utilizzare ago da 19Gauge con siringa da 35ml alla distanza consigliabile di circa 10 cm e usando la dove è possibile le soluzioni predette a temperatura corporea mantenendo scoperta per il minor tempo possibile la lesione.
  • Indi asciugare tamponando delicatamente e se necessario applicare un’adeguata
  • protezione della cute perilesionale tramite crema adeguata o altro presidio quale film,ecc.
  • Dopo aver valutato lo stadio e le condizioni della lesione applicare il presidio adeguato.
FAR FRONTE ALLA COLONIZZAZIONE ED INFEZIONE BATTERICA
  • Se la lesione è purulenta, con odore cattivo, o infiammazione periulcerale contattare il Medico
  • Seguire le indicazioni del Medico
  • Non usare tamponi per diagnosticare le infezioni della ferita perché tutte le ulcere da decubito sono colonizzate.
  • NON USARE antisettici topici per ridurre i batteri nel tessuto della ferita
EDUCAZIONE
  • Educazione sanitaria al paziente e/o altre persone a lui vicine
VALUTAZIONE
  • Monitorare la cute ogni giorno
  • Documentare su appropriata modulistica

Via Morazzone, 12 -22100 Como Tel. 031/240648 Cell. 338/5390090 Fax 031/303699
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